
penso alla mia anima:
a quanti cieli dorati
ha dovuto dire addio,
a quanti cieli pesanti e tristi
hanno gettato su di te una notte fonda,
e sono venuti all’improvviso,
ma se ne sono andati così lentamente.
E anche se lo so bene
come se ne siano venuti o andati,
so che sono solo stati cieli vuoti
che si riflettevano nella mia anima.>>
Essì, devo concederglielo: Runeberg mi sta proprio simpatico.
E sarà il richiamo alle umanae litterae,sarà che è un chiaro uomo d'amore che si appassionò alla natura e alla vita semplice e di questa cominciò a raccontare quando a causa delle circostanze si ritrovò in ristrettezze economiche. Sarà che a me gli uomini d'Amore sono sempre stati più simpatici rispetto a quelli di Libertà. Chissà poi se uno ci nasce o ci diventa; in tal caso ,dovendo educare un figlio ,proverei a tirarlo su come uomo di Libertà senza ombra di dubbio: albero a natale , doccia , e a letto senza cena così ti tiro su bello smagro e col le mani filiformi. Perchè, diciamoci la verità: oggi come oggi ,l'uomo d'Amore è anacronistico ed è destinato a soffrire schiacciato dall'enorme vuoto culturale e sociale in cui viviamo, che non sa pù allevare le persone a pane e amore.
De crescenzo diceva: " Se incontrate un uomo pieni di dubbi, state sicuri che quella è una brava persona; ma se incontrate quelli sicuri, con la fede incrollabile fate attenzione perchè ogni fede è violenza". Mai definizione fu più vera. Gli uomini di Libertà sono quelli che si laureano in tempo, sono quelli che decidono a che età incontreranno la persona giusta e la incontrano, sono quelli che sanno come e dove arrivare. Gli uomini d'amore sono quelli che forse non si laureeranno mai, sn quelli che s'innamorano quando s'innamorano, sono quelli che prima di dare una colpa ad un'altra persona se ne chiamano prima cento a se.
L'uomo di Libertà è quello che vuole tutto e se lo prende, quello d'Amore quello che da tutto senza rumore...
Il runebergintorttu è un dolcetto della tradizione Finlandese fatto con mandorle e decorato con glassa e marmellata di lamponi. Il nome deriva dal poeta omonimo al quale sarebbe piaciuto mangiare il pasticcino accompagnato dal liquore punsch.
- 150 g di burro
- 2 dl di mandorle in farina
- 2 dl pangrattato
- 1 dl di farina di frumento
- 1 cucchiaio di semi di lino
- 1 dl di acqua
- 2 cucchiaini di lievito in polvere
- Punsch rum (circa 1 dl)
- 1 dl zucchero
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